Lutto e perdita

Il dolore di una perdita non si cancella. Si può però attraversare, e trovare un posto dove custodirlo.

Una donna anziana al tavolo della cucina guarda una fotografia incorniciata

La morte di una persona cara è una delle esperienze più difficili della vita. Ma il lutto non riguarda solo la morte: anche la fine di una relazione, la perdita del lavoro, una malattia, un trasferimento possono chiedere un lavoro di elaborazione.

Come può presentarsi

  • un dolore che non sembra attenuarsi con il tempo;
  • rabbia, senso di colpa, pensieri ricorrenti su ciò che si poteva fare;
  • la difficoltà a parlare della perdita, o al contrario il bisogno di parlarne continuamente;
  • la sensazione di essersi fermati, mentre la vita degli altri va avanti;
  • stanchezza, isolamento, perdita di interesse.

Come ci lavoro

Il lutto ha i suoi tempi, e non esiste un modo giusto di viverlo. In terapia offro uno spazio in cui il dolore può essere espresso senza fretta e senza giudizio. Con il tempo, proviamo a dare un posto a ciò che si è perso: riconoscere il legame, ciò che resta, ciò che è rimasto in sospeso. Elaborare non significa dimenticare, ma poter tornare a vivere portando con sé ciò che è stato.

Quando chiedere aiuto

Quando il dolore resta intenso a lungo, quando si ha la sensazione di non riuscire a ripartire, o quando una perdita riapre ferite più antiche.

Negli adolescenti un lutto, la separazione dei genitori o un trasferimento possono essere vissuti in silenzio, a volte con rabbia o con un apparente distacco. Avere uno spazio proprio, diverso da quello familiare, può aiutare a elaborare ciò che è accaduto.

Se ti riconosci in queste parole

Possiamo parlarne con calma.

Un primo colloquio serve a capire cosa sta accadendo e se questo percorso può esserti utile. Non richiede di aver già capito tutto.

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