Sentirsi sempre inadeguati, dipendere dal giudizio degli altri, non riuscire a riconoscere il proprio valore: sono esperienze molto comuni, che possono condizionare scelte, relazioni e lavoro. A volte si accompagnano a emozioni difficili da gestire o a modi di essere che, pur facendo parte di noi, ci fanno soffrire.
Come può presentarsi
- autocritica severa, paura di sbagliare, perfezionismo;
- difficoltà a esprimere bisogni e opinioni;
- bisogno costante di conferme;
- emozioni intense e difficili da regolare;
- la sensazione di non sapere bene chi si è o che cosa si desidera;
- modi di relazionarsi che si ripetono e creano sofferenza.
Come ci lavoro
L’autostima non si costruisce con le frasi motivazionali. In terapia proviamo a capire da dove nasce lo sguardo con cui ci si giudica, quali esperienze lo hanno formato e quali parti di sé sono rimaste in ombra. La prospettiva psicodinamica, e la sensibilità junghiana verso ciò che resta in ombra, aiutano a guardare anche gli aspetti di sé meno accettati, per integrarli invece di combatterli.
Quando chiedere aiuto
Quando l’insicurezza ti impedisce di fare ciò che desideri, quando le emozioni ti travolgono, o quando senti di vivere secondo le aspettative degli altri più che secondo le tue.
L’adolescenza è il periodo in cui l’identità prende forma: insicurezza, confronto continuo con gli altri, un rapporto difficile con il proprio corpo o con le emozioni sono esperienze comuni, ma a volte diventano troppo pesanti. Un percorso individuale può aiutare a orientarsi.
Se ti riconosci in queste parole
Possiamo parlarne con calma.
Un primo colloquio serve a capire cosa sta accadendo e se questo percorso può esserti utile. Non richiede di aver già capito tutto.
